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Gen Z, Millennials, Gen X e Boomer: smettiamola di parlare di età

La lettura più comoda è questa: i giovani amano l’elettrico, i più anziani lo rifiutano.

Ed è anche la lettura più pigra e superficiale.

Questo articolo si permette di sviscerare i dati generazionali e porli davanti alle logiche di mercato con un'attenzione dedicata alla lettura degli ostacoli e dei benefici che il servizio di noleggio può rappresentare per ogni generazione.

Perché appena si esce dagli slogan e si entra nei dati, la realtà cambia faccia.

La generazione può essere una lente attraverso cui osservare differenze di comportamento, ma non è il principale driver decisionale.

Nello specifico, non esiste un fronte “pro elettrico” e uno “contro”. Le condizioni sono una linea orizzontale, simile per tutti, è la generazione che taglia verticalmente la percezione del problema.

Condizioni di vita, potere d’acquisto, accesso alla ricarica (nel caso del EV/BEV) e una diversa soglia di fiducia verso il cambiamento, che cambia anche in base al contesto geopolitico che si sta vivendo, sono i principali drive decisionali.

Durante la creazione del 2° Report dell’Osservatorio Mobilità Yoyomove una delle prime questione emerse è che non è l’età a frenare davvero la transizione, ma il tipo di ostacolo che ogni fascia incontra nel momento della scelta.

Abbiamo inoltre affiancato questi dati alle buyer personas, ed il quadro diventa ancora più compatto.

Partiamo dalle basi, del 2 report dell'Osservatorio Yoyomove:

  • La Gen Z(18-24 anni) è il gruppo più sereno verso l’elettrico: il 46% dichiara di non avere dubbi.
  • I Millennials (25-44 anni) mostrano una buona apertura mentale: il 54% guarda a un’auto elettrificata, ma il 43% non ha dove ricaricare.
  • La GenX (45-54 anni) è quella con la più alta intenzione verso l’elettrificato: 60%.
  • I Boomer (55+) sono i più scettici e diffidenti: il 44% mostra resistenze solide, mentre il 47% preferirebbe passare prima dall’ibrido.

Il primo pensiero su questi dati è:

La Gen Z è il target più facile perché è giovane. I Millennials e Gen Z possono permettersela. I Boomer sono automaticamente anti-innovazione

Peccato che sia sbagliato.

GenZ: non è diffidente. È fuori dal mercato

La Gen Z è il paradosso perfetto.

Redditi ancora instabili, bassa capacità di spesa, minore accesso al credito, senza stabilità abitativa e quindi poca possibilità di gestire ricarica privata. Nonostante sia la più aperta mentalmente è anche quella con meno capacità concreta di entrare nel mercato.

Come si vende l'elettrico ad una generazione più predisposta delle altre ma meno solvibile?

Si lavora sul valore del prodotto/servizio, la Gen Z non ha bisogno di essere evangelizzata sull'elettrico, necessita di formule al credito più accessibili, flessibili e leggere.

Questo emerge anche dal profilo:

  • sono fortemente digitali.
  • acquistano da mobile.
  • si informano sui social.
  • come per le precedenti generazioni cercano personalizzazione, forse anche di più, perché valorizzano innovazione, sostenibilità e identità personale.
  • vogliono esperienze condivisibili, riconoscibili (quindi taggabili), coerenti con i propri valori.

Ad un Gen Z, giovane, urbano la domanda non è necessariamente: "Quanto dura la batteria?" ma potrebbe essere: "Ha senso comprare un’auto oggi, se tra qualche anno potresti avere esigenze completamente diverse?"

Millennials: vogliono l’elettrico, ma non hanno una presa

Qui inciampiamo sul serio.

I Millennials sono il cliente perfetto: aperti, informati, digitali, sensibili alla flessibilità e al rapporto tra servizio e qualità della vita, amano le innovazioni e spendono, a maggior ragione se si ha più credito da spendere per sè, rispetto alle generazioni precedenti.

Il problema è che hanno un ostacolo difficile da superare: la ricarica.

Il 43% non ha dove ricaricare. Questo non è romanticismo è verità strutturale che frena moltissimo l'adozione.

Quindi, a chi vi dice che l'elettrico è l'auto perfetta per la città, non credetegli. In molte grandi città, il problema non è volerla. Il problema è dove metterla la sera a caricarla per il giorno dopo.

Se partiamo dal presupposto che poi sono:

  • sono nativi digitali.
  • comprano dopo recensioni, raccomandazioni e confronto, s'informano molto.
  • cercano risposte prima dei problemi.
  • sono sensibili a promo, rateizzano e adottano soluzioni agili.
  • vogliono che i servizi si adattino ai loro stili di vita.
  • ricercano una corrispondenza valoriale nei brand.

Puoi trovargli anche l'auto EV perfetto, ma tanto è inutile, il problema molto spesso è infrastrutturale.

Per un Millennial con famiglia, la domanda potrebbe non essere: "L'autonomia è sufficiente?" ma: "Posso affidarmi a questa macchina senza complicare la gestione familiare?"

Non possiamo chiedere ai Millennials di fare la scelta sostenibile scaricando sul consumatore un problema che è ancora di sistema.

Gen X: è la generazione più pronta, ma continuiamo a ignorarla

La Gen X è il cluster con la più alta intenzione verso l’elettrificato: 60%. Dovrebbe essere il centro della strategia, ma spesso è sottovalutato.

Perché?

Perché questa generazione ha spesso:

  • maggiore stabilità economica.
  • più responsabilità familiari e professionali.
  • maggiore attenzione al rapporto tra costo e valore.
  • hanno un approccio all'innovazione più positivo dei boomer, ma con una possibilità economica importante. Qui il tema è il timing dell'investimento.

La domanda per Gen X, interessato alla tecnologia e con un buon potenziale di spesa: non è "Sei interessato all’elettrico?" ma: "Cosa deve darti questa macchina per farti dire che hai fatto una scelta migliore rispetto alla tua auto attuale?"

La provocazione è inevitabile: il mercato parla continuamente alla Gen Z e ai Millennials, ma la conversione potrebbe arrivare molto più facilmente dalla Gen X.

Boomer: non sono contro l’elettrico. Sono contro il salto nel buio

I Boomers sono più esigenti sul fronte della fiducia. Vogliono capire cosa stanno scegliendo, come funziona, cosa succede dopo, a chi rivolgersi in caso di problema, la razionalità dell'esperienza.

Il dato del Report lo dice chiaramente: il 47% preferirebbe passare prima dall’ibrido.

Infatti ha senso. Per molti Boomers, l’ibrido è una tecnologia che gli permette di agire da ponte prima dell'elettrico, avvicinandosi a questa senza esserne troppo coinvolto, così da viverla senza l’ansia da autonomia e permettendo una transizione meno traumatica.

La domanda potrebbe non essere: "L'elettrico funziona?" ma: "Perché dovrei cambiare un sistema che per me funziona?"

Arricchiamo il contesto con:

  • ricerca di comfort, che non vuol dire solo comodità, ma l'unione di questa con la sicurezza di non aver sbagliato scelta.
  • apprezzano veicoli affidabili e duraturi, in linea con la ricerca di sicurezza.
  • prediligono un approccio diretto e personalizzato, essendo meno confidenti con le innovazioni, ricercano il contatto umano per delegare in parte la responsabilità della scelta.
  • non amano la complessità tecnologica gratuita, un funnel breve e semplice è l'ideale.

I Boomer comprendono il futuro come tutte le altre generazioni e come tutte si difendono con i soli strumenti che conoscono meglio: cose semplici e chiare.

La vera segmentazione non è anagrafica

Quindi. Togliamo di mezzo le polarizzazioni come:

Giovani contro anziani. Innovatori contro tradizionalisti. Entusiasti contro scettici. La vera segmentazione risponde a domande diverse, poste su un piano orizzontale:

  • chi può permetterselo.
  • chi può ricaricare.
  • chi comprende davvero la tecnologia.
  • chi si fida del fornitore.
  • chi cerca flessibilità.
  • chi sa che l'acquisto è ormai una soluzione vecchia e non più conveniente, ma soprattutto, chi vuole una guida umana nella scelta.

Aggiungiamo a tutto questo un risultato chiave del Report: chi conosce meglio l’auto elettrica la rifiuta meno. Chi si assegna un livello alto di conoscenza ha il 64% di probabilità di passare all’elettrico, contro il 43% di chi si percepisce poco competente.

Quindi perché investire su una leva di prezzo se basterebbe solo raccontarlo meglio?

Come scegliere la soluzione giusta: checklist per generazione

Prima di decidere se puntare su elettrico, ibrido o un’altra formula, conviene farsi alcune domande molto concrete:

  • Quanti chilometri percorro ogni giorno?
  • Quanti chilometri percorro in un anno?
  • Non ho un box e/o un punto di ricarica domestico, come faccio?
  • Posso ricaricare al lavoro?
  • Quante volte affronto viaggi lunghi?
  • Quanto voglio spendere al mese, davvero?
  • Preferisco acquistare o usare senza possedere?
  • Quanto pesa per me la paura della svalutazione?
  • Voglio un servizio gestibile da solo o un consulente reale che mi aiuta davvero?
  • Cosa mi serve? Coperture, assistenza, manutenzione e canone chiaro?

Un consulente Yoyomove può rispondere a tutte queste domande.

Ti aiutiamo a scegliere il meglio per te

Mini FAQ

- La Gen Z è davvero la più favorevole all’elettrico? Nel Report è il gruppo più sereno verso la tecnologia: il 46% dichiara di non avere dubbi, ma spesso non ha ancora le condizioni economiche o logistiche per trasformare l’interesse in una scelta concreta.

- Perché i Millennials frenano? Il 43% non ha accesso a una ricarica domestica. Il problema è l’infrastruttura.

- La Gen X è il target più interessante? Oggi sì, molto probabilmente. Il 60% mostra la più alta intenzione verso l’elettrificato, sono quelli più vicini alla decisione.

- I Boomer rifiutano l’elettrico? Ci vuole pazienza, molti cercano una transizione più graduale: il 47% preferirebbe passare prima dall’ibrido.

- L’età basta per segmentare bene il mercato? No. È utile, ma insufficiente. Conta di più il reddito, l'accesso alle infrastrutture, lo stile di vita e la conoscenza della tecnologia e propensione al rischio.

Cosa facciamo per te

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Mattia Alfieri

Scritto da: Mattia Alfieri

Chief Marketing Office di Yoyomove