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Auto elettrica: e se il vero problema non fosse l’auto?

L’auto elettrica piace ma convince meno quando bisogna comprarla

L’auto elettrica è diventata il bersaglio perfetto.

Costa troppo. Non arriva abbastanza lontano. Le colonnine non ci sono. La batteria si rovina. In città non si può ricaricare. Fuori città non serve. La vera domanda è un’altra: sono disposti ad assumersi il rischio di acquistarla?

Dopo il primo report dell'Osservatorio Yoyomove sulla Mobilità, il secondo report, realizzato insieme alla collaborazione tecnica di Quattroruote, parte proprio da qui, non per difendere una tecnologia e nemmeno per convincere tutti a guidare elettrico. Lo abbiamo fatto per capire cosa separa l’interesse dalla scelta concreta.

Unire la mole di dati proprietari Yoyomove per mettere insieme più fonti:

  • una survey dedicata alla mobilità elettrica e ibrida;
  • indagini telefoniche, comprese conversazioni con clienti reali;
  • l’analisi di migliaia di interazioni spontanee con il nostro assistente digitale.

Tre punti di osservazione differenti, utili per capire non soltanto che cosa pensano gli automobilisti, ma anche come cambiano le loro priorità quando si avvicinano alla decisione.

Il risultato è una fotografia molto concreta, che non racconta solo l'ovvio, l’Italia vuole elettrificarsi ma teme ancora il salto, ma scegli di andare a trovare le risposte alle domande che quotidianamente ci poniamo.

Che cos’è il secondo Osservatorio Yoyomove sulla Mobilità

I Consulenti di Yoyomove parlano ogni mese con più di diecimila persone interessate a saperne di più sul noleggio a lungo termine di auto. L’Osservatorio Yoyomove nasce dall'esigenza di interpretare l'incredibile mole di dati proprietari a nostra disposizione per crearne valore da condividere.

Analizziamo dubbi, aspettative, ostacoli e comportamenti lungo il percorso di scelta. In questa seconda release abbiamo voluto dare una risposta alle domande che ci poniamo ogni giorno:

  • Ha il garage, macina chilometri, risparmierebbe migliaia di euro. E compra un diesel. Perché?

  • In città l'auto elettrica è un miraggio: 1 automobilista su 2 non ha dove attaccarla. Perché nessuno lo dice?

  • Il peggior nemico dell'elettrico guida un SUV? Falso: è il suo miglior cliente.

  • Più chilometri fai, più vuoi l'elettrico. Perché ci hanno raccontato l'esatto contrario?

  • Pretendiamo 500 km di autonomia. Ne facciamo 40 al giorno. Chi stiamo prendendo in giro?

  • "Costa troppo" è la scusa numero uno. Ma il prezzo passa dal 5% al 58% solo cambiando la domanda.

  • C'è una paura sull'elettrico che gli italiani non confessano nemmeno a sé stessi. E la agiscono tutti.

  • Boomer diffidenti, Millennials senza presa, Gen Z al verde: chi frena davvero l'elettrico?

  • A frenare l'elettrico non è l'età. È l'ignoranza. E i numeri lo inchiodano.

  • Gli italiani chiamano l'auto elettrica «lavatrice», «tostapane», «un telefono». E questo spiega tutto.

Al centro del report ci sono le domande, quelle scomode, alle quali nessuno ha ancora trovato una risposta, fino ad ora.

E poi ci sono i due paradossi che nessuno aveva ancora raccontato:

  1. l'auto elettrica non è un'auto "da città". In grande città un automobilista su due non ha dove ricaricarla; chi ha davvero le condizioni per passare all'elettrico è chi vive in provincia, con un box. Secondo: pretendiamo 500 km di autonomia, ma ne percorriamo in media meno di 40 al giorno. L'ansia da autonomia è, alla prova dei fatti, più immaginaria che reale.

  2. Pretendiamo 500 km di autonomia, ma ne percorriamo in media meno di 40 al giorno. L'ansia da autonomia è, alla prova dei fatti, un bias cognitivo, una scorciatoia mentale sbagliata. La conclusione è controintuitiva quanto pratica: gli italiani sono molto più pronti all'elettrico di quanto ammettano. Serve solo togliere dall'equazione la parte che li blocca davvero l'acquisto.

Il 74% degli italiani considera l’elettrica adatta soprattutto a chi vive in città. È uno dei luoghi comuni più resistenti. Ed è anche uno di quelli che i dati mettono maggiormente in crisi.

Nelle città con più di 500.000 abitanti:

  • il 48% non ha la possibilità di ricaricare;
  • soltanto il 32% può farlo a casa;
  • la probabilità di scegliere l’elettrico si ferma al 42%.

Nei piccoli comuni, invece:

  • il 59% può ricaricare a casa;
  • la probabilità di passare all’elettrico sale al 62%.

Diciamolo chiaramente: oggi il candidato più naturale all’elettrico potrebbe non essere il professionista che vive in centro e parcheggia in strada.

Potrebbe essere chi abita in provincia, possiede un box, rientra a casa la sera e può ricaricare durante la notte.

La famosa “auto da città”, in molti casi, ha condizioni migliori fuori città. Il paradosso è nel modo in cui continuiamo a raccontare.

Più chilometri fai, più l’elettrico può interessarti

Un altro luogo comune sostiene che chi percorre molti chilometri abbia bisogno del diesel perché l’elettrico sarebbe troppo limitante.

I dati dell’Osservatorio indicano il contrario.

Tra chi percorre meno di 10.000 chilometri l’anno, il 19% sceglierebbe un’elettrica pura come prossima auto.

La percentuale cresce con l’aumentare delle percorrenze:

  • 29% tra 10.000 e 15.000 chilometri;
  • 33% tra 15.000 e 20.000;
  • 32% tra 20.000 e 30.000;
  • 35% oltre i 30.000 chilometri annui.

Più guidiamo, più il costo dell’energia e del carburante pesa sul bilancio personale o aziendale. L’elevata percorrenza non è necessariamente il limite dell’elettrico. Può diventare uno dei suoi argomenti più forti, a condizione che autonomia reale, rete di ricarica e abitudini d’uso siano compatibili con le esigenze degli automobilisti.

Il candidato perfetto esiste. E spesso compra ancora diesel

Immaginiamo questo profilo:

  • vive in provincia;
  • possiede un garage;
  • può ricaricare di notte;
  • percorre più di 20.000 chilometri l’anno;
  • usa l’auto soprattutto per tragitti programmabili.

Sulla carta è il candidato ideale. Eppure può continuare a scegliere un’auto termica.

Tra chi percorre più di 20.000 chilometri e può ricaricare a casa, i dubbi principali sono:

  • autonomia insufficiente: 54%;
  • prezzo troppo alto: 49%;
  • poche colonnine: 44%;
  • tempi di ricarica lunghi: 36%;
  • paura della svalutazione: 26%.

C’è un problema di valutazione: si ragiona sul viaggio eccezionale anziché sui tragitti quotidiani. Si teme il valore dell’auto tra qualche anno. Si percepisce la batteria come un’incognita patrimoniale.

Vogliamo 500 chilometri di autonomia. Ma ne percorriamo 40 al giorno

L’autonomia è diventata il simbolo di ogni discussione sull’elettrico.

Secondo il Report, il 67% pretende almeno 450 chilometri per sentirsi tranquillo. Allo stesso tempo, circa metà del campione percorre meno di 40 chilometri al giorno, equivalenti a circa 15.000 chilometri l’anno.

L’autonomia conta. Cambia in base al modello, alla temperatura, alla velocità, allo stile di guida e all’uso di climatizzazione o riscaldamento. Inoltre, chi affronta spesso lunghi viaggi deve valutare con attenzione tempi e rete di ricarica.

Ma chiedere ogni giorno un’autonomia costruita sul viaggio più lungo dell’anno significa scegliere l’auto per l’eccezione, non per l’utilizzo reale.

È come acquistare un furgone perché una volta ogni dodici mesi dobbiamo trasportare un armadio. Possibile? Sì. Razionale? Non sempre. Utile? non lo so, ma pensateci.

Quante volte si prende una decisione valutando solo l'eccezione che si rivela in situazioni molto rare. Spesso, troppo.

“Costa troppo”: parliamo davvero del prezzo?

Il prezzo è la barriera più citata.

Il 58% lo indica tra i principali dubbi e l’82% considera l’auto elettrica ancora troppo cara.

Fine della discussione?

Non proprio.

Il 77% dichiara che sceglierebbe l’elettrico con un canone chiaro e tutto compreso.

Se il problema fosse soltanto il listino, cambiare la formula di utilizzo non dovrebbe spostare così tanto la propensione. Invece la sposta.

Questo suggerisce che “costa troppo” può significare molte cose:

  • non so quanto spenderò davvero ogni mese;
  • temo costi imprevisti;
  • non voglio immobilizzare capitale;
  • non so quanto varrà l’auto in futuro;
  • non voglio assumermi il rischio della batteria;
  • non riesco a confrontare acquisto e utilizzo in modo semplice.

Il prezzo dichiarato è spesso la punta dell’iceberg. Sotto ci sono tutti i dubbi e le perplessità di chi sembra stia facendo un investimento per la propria pensione.

La paura che quasi nessuno dichiara: la svalutazione

Solo lo 0,5% nomina spontaneamente la svalutazione come dubbio principale.

Sembrerebbe un problema irrilevante.

Eppure:

il 70% è preoccupato dalla durata della batteria nel tempo; il 20% considera il valore futuro dell’auto tra i fattori decisivi; tra chi percorre molti chilometri, la paura della svalutazione pesa circa il doppio della media.

Le persone non dicono sempre “ho paura che l’auto perda valore”.

Dicono:

“E la batteria?” “Fra quattro anni chi la compra?” “Con tutti questi chilometri varrà ancora qualcosa?” “E se la tecnologia cambia?”

Sono domande sulla svalutazione travestite da domande tecniche, perchè chiedersi quanto si svaluta la tecnologia è una domanda che pone risposte imprevedibili, soggettive e molto spesso troppo relative al mercato di appartenenza.

Ed è qui che il noleggio a lungo termine cambia il perimetro della decisione: il valore futuro del veicolo non è più un problema da gestire alla rivendita.

I SUV frenano l’elettrico? Ancora una volta, no

Il 43% del campione guida un SUV, rendendo questa categoria la più rappresentata.

Ma il dato più interessante è un altro: l’81% di chi guida un SUV guarda a una prossima auto elettrificata.

Il confronto con le altre categorie è netto:

  • SUV: 81%;
  • berlina: 74%;
  • city car o compatta: 67%;
  • altre tipologie: 62%.

Il SUV elettrificato non è una contraddizione commerciale. È già al centro della domanda potenziale. Il bias che tutti incontriamo quando parliamo di elettrico è proprio lì, davanti a noi. Quelle auto alta, grandi e ingombranti che sembra consumino più di una nave merci, non è così. Molto spesso la vera utilità sta nell'utilizzare il motore elettrico al posto del termico, un pò per calmierare i costi di spostamento un pò perchè la tecnologia negli anni si evolve e ci permette di adottarla anche in contesti dove prima non era possibile.

Chi continua a descrivere l’elettrico come un prodotto di nicchia, piccolo e soltanto urbano rischia di leggere un mercato che non esiste più.

Gen Z, Millennials, Gen X e Boomer: ogni generazione ha un freno diverso

Non esiste un’unica barriera generazionale.

Gen Z

Tra i 18 e i 24 anni, il 46% dichiara di non avere dubbi sull’elettrico. La tecnologia spaventa meno, ma pesano reddito disponibile e fase della vita.

Millennials

Tra i 25 e i 44 anni, il 54% guarda a un’auto elettrificata, ma il 43% non ha accesso a una ricarica domestica.

Il muro infrastrutturale è molto più spesso di quello culturale.

Gen X

Tra i 45 e i 54 anni si registra la più alta intenzione verso l’elettrificato: 60%.

Sono spesso utenti informati e pragmatici. Non devono essere convinti con slogan, ma accompagnati nella valutazione di autonomia, costi e ricarica.

Boomer

Tra gli over 55, il 44% è scettico e il 47% preferirebbe passare prima dall’ibrido.

Per questo segmento la rassicurazione conta più della provocazione. Servono informazioni chiare, assistenza umana e una transizione graduale.

L’ibrido è un ponte. Non necessariamente il punto di arrivo

Il 77,2% degli utenti considera l’ibrido più rassicurante del full electric.

Il 44% dichiara esplicitamente di voler passare prima da una soluzione ibrida, mentre nelle conversazioni spontanee questa tecnologia rappresenta il 39% delle preferenze rilevate.

L’ibrido risponde a una domanda precisa: cambiare senza percepire una rottura totale con le proprie abitudini.

E' una tappa razionale, specialmente per chi non dispone ancora di una presa domestica o affronta percorrenze difficili da pianificare.

La scelta giusta non è quella ideologicamente più pura. È quella compatibile con la vita reale.

Come capire se un’auto elettrica può funzionare per te

Prima di concentrarti sul modello o sul prezzo promozionale, parti da questa checklist:

  • Quanti chilometri percorri mediamente ogni giorno?
  • Quante volte all’anno affronti viaggi superiori all’autonomia reale del veicolo?
  • Puoi ricaricare a casa o sul luogo di lavoro?
  • Quanto costa l’energia nel tuo contesto abituale?
  • Qual è l’autonomia reale, non soltanto quella dichiarata?
  • Quali servizi sono compresi nel canone?
  • Sono previste franchigie assicurative?
  • Qual è il chilometraggio incluso?
  • Quanto costa superare i chilometri contrattuali?
  • La manutenzione ordinaria e straordinaria è inclusa?
  • Sono compresi pneumatici, assistenza e veicolo sostitutivo?
  • Cosa accade alla fine del contratto?

L’errore più comune è confrontare soltanto il prezzo di acquisto con il canone mensile. Un confronto serio deve considerare anticipo, assicurazione, manutenzione, assistenza, percorrenza, coperture, franchigie, costi energetici e rischio di svalutazione.

Perché il noleggio a lungo termine può sciogliere il rischio

Il 77% degli intervistati ritiene che il noleggio possa facilitare il passaggio all’elettrico.

L’80,2% dichiara che avrebbe più fiducia in una formula tutto compreso.

Le leve più apprezzate sono:

  • certezza del canone: 53,8%;
  • manutenzione inclusa: 46,9%;
  • assicurazione inclusa: 38%;
  • possibilità di provare senza acquistare: 23,1%.

Il noleggio, quindi, non viene percepito soltanto come una modalità di pagamento diversa.

È una modalità diversa di gestire il rischio.

Attenzione, però: “tutto compreso” non significa che ogni contratto includa automaticamente gli stessi servizi o le stesse condizioni.

Durata, anticipo, chilometri, franchigie, coperture assicurative, pneumatici, manutenzione, assistenza e condizioni di restituzione possono cambiare. Per questo devono essere letti e spiegati prima della firma.

Niente formule magiche. Niente asterischi trattati come dettagli.

Perché valutare Yoyomove

Yoyomove non è un semplice comparatore che ordina offerte dal canone più basso al più alto.

Siamo un digital broker europeo attivo nel noleggio a breve, medio e lungo termine. Collaboriamo con operatori come Arval, Leasys, Italrent, Stellantis Renting e Ayvens per costruire soluzioni customer-fit.

FAQ sull’auto elettrica e sul noleggio

L’auto elettrica conviene solo a chi vive in città?

No. I dati dell’Osservatorio mostrano condizioni spesso più favorevoli nei piccoli comuni, dove il 59% può ricaricare a casa. Nelle grandi città la ricarica domestica è disponibile solo per il 32%.

Chi percorre molti chilometri dovrebbe evitare l’elettrico?

Non necessariamente. Nel Report, la propensione verso l’elettrico puro cresce fino al 35% tra chi supera i 30.000 chilometri l’anno. Vanno però verificati tragitti, autonomia reale e accesso alla ricarica.

Il noleggio elimina tutti i costi imprevisti?

No. Riduce e rende più prevedibili diversi costi, ma bisogna controllare cosa include il contratto. Franchigie, eccedenze chilometriche, danni, pneumatici e servizi accessori possono variare.

Con il noleggio devo preoccuparmi della svalutazione?

Il rischio di rivendita e il valore futuro del veicolo non ricadono normalmente sul cliente come avviene nella proprietà. Restano però da rispettare le condizioni di utilizzo e restituzione previste dal contratto.

È meglio scegliere ibrido o full electric?

Dipende dall’uso. L’ibrido può essere un passaggio efficace per chi non ha una ricarica domestica o vuole modificare gradualmente le proprie abitudini. Il full electric può essere più adatto a chi ha una ricarica accessibile e percorrenze compatibili.

Cosa facciamo per te

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Mattia Alfieri

Scritto da: Mattia Alfieri

Chief Marketing Office di Yoyomove